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Scritto da Redazione Online

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Direct Email Marketing: il glossario avanzato

 

Avevamo introdotto in precedenza alcuni termini di difficoltà base ed intermedia del settore del direct email marketing (puoi trovare qui l’articolo introduttivo, mentre puoi trovare qui l’articolo intermedio). Siamo arrivati ora allo step finale, è giunto quindi il momento di proseguire e concludere il nostro glossario. Ecco a voi Direct Email Marketing: il glossario avanzato.

 

direct-email-marketing-glossario-avanzato

Single opt-in

 

Parliamo di single opt in. Con single opt in si intende l’iscrizione ad una lista, solitamente tramite un form, con l’autorizzazione esplicita del destinatario a ricevere comunicazioni tramite email marketing o newsletter. Il single opt in, per quanto abbia nella semplicità di utilizzo il suo punto forte, ha peró dei punti deboli:

  • non prevede la verifica dell’indirizzo del destinatario, quindi è possibile che qualcuno si iscriva alla lista utilizzando un indirizzo email di terze persone senza l’autorizzazione di queste o che fornisca un dato errato;
  • per lo stesso motivo è possibile che, in seguito ad errori di battitura, venga inserito nella lista un indirizzo non corretto.

Double opt-in

 

Il double opt-in viene anche denominato confirmed opt-in. Come indica il nome, prevede la conferma dell’iscrizione tramite un doppio passaggio. Una volta che l’indirizzo email viene inserito tramite form o altra richiesta nella lista, viene inviata un’ulteriore richiesta all’indirizzo che dovrà confermare l’iscrizione. Questo processo va a risolvere i problemi del single opt-in e conferma la veridicità dell’indirizzo inserito.

Opt-out

 

Siamo arrivati all’opt-out.  Contrario di opt in (single o double che sia) sta ad indicare l’espressa richiesta di disiscrizione da un database di contatti. Questo significa che il destinatario non riceverà più email destinate a quel database. Nelle comunicazioni DEM è obbligatorio fornire espressamente la possibilità di effettuare l’opt out in ogni campagna per motivi di GDPR.

 

CPC

 

Cost Per Click, o meglio CPC. Possiamo tradurlo in italiano come costo per click ed indica il costo unitario sostenuto da chi invia la campagna email per ogni click generato. Perchè generare un click? Può darsi che tu voglia portare traffico sul tuo sito web, per dare visibilità ad un determinato tipo di contenuto. Come spiegato in precedenza

La formula per calcolare il CPC: Costo azione pubblicitaria / Click generati

CPA

 

Cost Per Action / Cost Per Acquisition, o meglio CPA. In italiano otteniamo costo per azione o acquisizione ed indica il costo unitario sostenuto da chi invia la campagna email per ogni azione generata. Cosa intendiamo con azione? Un altro degli obiettivi comuni nell’ambito delle campagne direct email marketing, specialmente in caso di promozione di prodotti o servizi, è portare il cliente ad effettuare l’acquisto di un prodotto, l’iscrizione ad un form o ad una newsletter.

La formula per calcolare il CPC: Costo azione pubblicitaria / Azioni generate

CPL

 

Cost Per Lead o CPL. È difficile trovare una traduzione valida per lead, ma possiamo indicarla come “potenziale cliente”. Otteniamo quindi che Cost per Lead sta ad indicare il costo per potenziale cliente e quindi potenziale vendita. Normalmente si cerca di generare una lead in situazioni dove è necessario concludere l’acquisto presso il negozio fisico, come un concessionario ad esempio. Il venditore si metterà quindi in contatto con la lead per concludere personalmente la vendita.

La formula per calcolare il CPL: Costo azione pubblicitaria / Lead generate

ROI

 

Return of investment, o meglio il ritorno dell’investimento. Il significato vien da se, quanto rendono i nostri investimenti? Lo scopriamo grazie a questo parametro. È fondamentale capire se stiamo investendo nel modo corretto le nostre risorse, che siano esse in DEM, in Facebook Ads, in Google Ads o SEO. Ovviamente un ROI positivo indica investimenti corretti, uno negativo investimenti sbagliati.

La formula per calcolare il ROI: Risultato operativo / Capitale investito

A/B Test

 

Strumento utilissimo per poter testare nel migliore dei modi la tua campagna pubblicitaria. L’A/B test consiste nel somministrare ad un pubblico due versioni differenti di una pagina web, mail, annuncio pubblicitario e di ogni elemento che li compongono. Come detto nel precedenti articoli la differenza la fanno i contenuti in questo settore, occorre provare e riprovare per creare il contenuto migliore possibile e rendere efficace la tua campagna marketing.

L’A/B test viene già integrato in alcune piattaforme più evolute, in ogni caso per effettuarlo è sufficiente preparare più versioni di un contenuto e inviarlo a piccoli campioni di pubblico (il numero di destinatari deve comunque essere statisticamente utile). Una volta inviate, si effettua un’analisi dei risultati in modo da ottenere quale versione ha ottenuto più successo. Più test si effettuano più otteniamo un risultato dal potenziale elevato, commercialmente parlando.

Conclusioni

 

Questo è l’ultimo dei tre articoli che abbiamo deciso di scrivere per introdurti meglio al mondo del direct email marketing. Con Direct Email Marketing: il glossario avanzato chiudiamo la trilogia, ma non temere avremo modo di approfondire in futuro. Aggiorneremo gli articoli continuamente, se ha suggerimenti su termini da inserire o domande in merito non esitare a contattarci!

 

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